Contessa Alessia, una chicca dalle colline milanesi di San Colombano al Lambro

Contessa Alessia

Contessa Alessia

Contessa Alessia, una chicca dalle colline milanesi di San Colombano al Lambro

Inizio a collaborare a Scampomatto parlando di “Contessa Alessia”, un vino che è stato prodotto dalle uve provenienti dal mio vigneto situato a San Colombano al Lambro, in Val del Re. San Colombano al Lambro è un enclave in terra lodigiana della provincia di Milano. Confina con la provincia di Pavia e quella di Piacenza.  La collina si alza dalla pianura circostante di circa 75 metri, ha un’estensione da est a ovest di sette chilometri per una larghezza di circa due chilometri.  La collina di San Colombano è stata nel tempo terra di conquista per la felice e strategica posizione, confermata da riferimenti storici. In zona soggiornò l’immortale poeta Francesco Petrarca e il nome del paese proviene dal santo irlandese che fece tappa su queste terre. Il vino di San Colombano, qui coltivato da almeno 2000 anni,  ha ottenuto nel  1984  il riconoscimento di zona a denominazione d’origine;  con la vendemmia del 1995, la zona di produzione del vino Doc San Colombano è anche zona ad Indicazione Geografica Tipica (IGT) “Collina del Milanese”. L’antica tradizione enologica è supportata dal Consorzio Volontario Vini Doc San Colombano formato nel  1987 da diciotto delle più importanti aziende dei paesi collinari. Lo scopo è di tutelare, valorizzare, difendere la produzione ed il commercio del vino a denominazione d’origine controllata.

“Contessa Alessia” è stato lavorato e imbottigliato da Stefano Bossi, giovanissimo viticultore,  che gestisce una piccola cantina a San Colombano.

Il vino, così chiamato in onore di mia figlia,  è un prodotto naturale, bianco, leggermente frizzante, proveniente dalla vendemmia 2014, e realizzato con uve Chardonnay e Riesling Renano, con una gradazione di 11,5 gradi.

Contessa Alessia è caratterizzato da un colore oro chiaro con riflessi verdi e solari, ha la caratteristica di emettere profumi teneri e intensi al naso, possiede una profonda dolcezza olfattiva di fiori,  che affascina per il suo sapore equilibrato,  pulito, lasciando al palato note di frutta e di nocciola. E’ un vino fresco, ricco ed elegante, avvolto da tocchi vellutati, aromatico ed estremamente gustoso.

Lo trovo ottimo con gli aperitivi, con i frutti di mare, ma soprattutto con i salami e con i formaggi tipici del sud Milano, come il grana e la raspa dura lodigiana. Ritengo che il vino mostri le migliori fragranze se servito  freddo, e in questo modo si può  assaporare al meglio la sua spontaneità e la sua verve.

Contessa Alessia è un vino con pochissimi solfiti. Solo 57 mg/l.

In Italia il limite di legge è di 160 mg/l per i rossi, 220 mg/l per i bianchi e i rosati e 400 mg/l per i vini dolci. Il disciplinare biologico, invece, prevede le soglie di 60 mg/l per i vini rossi, 80 per i bianchi, 120 per i vini dolci.

Contessa Alessia ha quindi un quantitativo di solfiti di gran lunga inferiore ai limiti previsti dal disciplinare dei  vini bianchi biologici.

Il consiglio è di procurarvelo in fretta

Calice Contessa Alessia

Daniele Acconci

Giornalista, blogger, e viticultore

 

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