Antiche Vigne, una Degustazione da annotare

Savuto Classico - Antiche Vigne

Antiche Vigne, una Degustazione da annotare

— Antiche Vigne incontra Gusto —

Ho incontrato Gianfranco Pironti, viticultore calabrese, durante un evento a Roma lo scorso giovedì.

Incuriosita dai Vini degustati, lo avvicino e mi faccio raccontare la sua storia.

L’Azienda vitivinicola Antiche Vigne, si estende per 14 ettari coltivati nella Valle del Savuto fino a 800 metri sul livello del mare, una viticoltura che può ben definirsi di montagna, eroica.

La sua è un’impresa giovane, nata nel 2004. Gianfranco ha creduto caparbiamente nella coltivazione di vitigni autoctoni quasi del tutto scomparsi, difficili da domare e di poco interesse commerciale. Rinunciando ad una viticoltura più facile e omologata sulle varietà internazionali, con tenacia ha continuato a sperimentare e migliorarsi, aggiungendo alle più innovative tecniche agronomiche, tecnologie di vinificazione avanzate (metodo Eureka), arrivando a produrre circa 85000 bottiglie l’anno con un risultato piacevolmente sorprendente.

Tra i vini degustati durante la serata, il Terra di Ginestre – Bianco DOP Terre di Cosenza. Un accurato blend di 80% Pecorello, 10% Greco bianco, 10% Mantonico coltivate in Vigna Colle Pietà, a 800 mt s.l.m. nel comune di Carpanzano (Cs). Le uve maturano tardivamente; vendemmiate ad ottobre inoltrato esprimono tutta la freschezza dell’altitudine e la mineralità del sottosuolo. Ben 7,2 di acidità mitigata perfettamente da una struttura e un corpo deciso. Ha un impatto olfattivo di grande pregio, nuance delicate e floreali, corredati da un piacevole rivolo di erbe aromatiche.

Il Gida – Rosè DOC/P,  il secondo vino proposto. Un rosato ottenuto con la tecnica dello sgrondamento da magliocco in purezza, (che non va confuso con il gaglioppo), un vitigno dalle grandi potenzialità enologiche e dalla carica polifenolica importante che lo rendono perfetto per il lungo invecchiamento. Le uve sono coltivate a 500 mt s.l.m. nella zona che accoglie le viti più longeve della proprietà a mezza costa, nel comune di Altilia (Cs). Un Vino sincero e di carattere, che si apre al naso con sentori fruttati e floreali; visciole, frutti rossi, rosa canina, ma anche erbe aromatiche, quasi balsamico, si distinguono pepe rosa e alloro. Una freschezza bilanciata e un finale di arancia sanguinella ne completa il corredo gusto olfattivo rendendolo perfetto in abbinamento con le polpette di ceci, baccalà e neonata (bianchetto).

Il Savuto Classico – Rosso DOC/P, da uve magliocco e greco nero, si fregia della sotto denominazione Classico, ad indicare la storicità della zona vocata e la restrizione a non poter coltivare oltre i 700 mt d’altezza. Il Vino porta con sé tutta l’espressione del territorio seppur si lascia dominare dalla sosta di 4/6 mesi in tonneau francesi di primo passaggio che evidenziano note di tostatura e speziatura di lunghissima persistenza. Morbido, tannico al punto giusto, mantiene una freschezza strepitosa, avvolge e ammalia al gusto tra echi di coriandolo, liquirizia e fiotti di ciliegia matura sotto spirito. Esalta e sorprende l’abbinamento, altrettanto sfrontato, con i pici al polpo e pecorino.

Ospiti di Michele Suriano, mente e cuore di Gusto Osteria (via della Frezza, Roma), a cui va riconosciuto il merito di aver rispolverato antichi sapori e piatti della tradizione romana, come le famose polpette, proposte in tutte le salse e versioni, perfette nella forma, in dimensione aurea con il gusto, raggiunto però, solo dopo un tempo di “riposo” ci dice, quello necessario per far sì che gli elementi si amalgamino tra di loro e si rassettino prima del passaggio nell’olio bollente.

Gusto - Polpette

L’attenzione per questa pratica di cucina solo apparentemente semplice, mi hanno portato alla mente le parole dello storico Massimo Montanari, il quale compara l’elaborazione delle idee, sintesi perfetta di ingredienti quali esperienze, incontri, riflessioni, suggestioni, al tempo di riposo della polpetta: dopo un po’ vengono meglio!

Per intenderci, il rapporto con le ritualità che applichiamo in cucina e di conseguenza con il cibo, hanno una propria dimensione intellettuale, al punto da poterle considerare metafora della vita stessa, fatta anch’essa di gesti, rituali, consumi e convivialità.

Concedetemi la divagazione, doverosa per sottolineare come alcune degustazioni non nascono per caso. Mai banali, sono il frutto di studio e passione per il proprio lavoro, di rispetto per il Cibo e il Vino, garantendo un risultato che si tramuta in momenti di elevato spessore culturale.

La romanità dei piatti c’era tutta, compresi gli scottadito e il dolce di ricotta e visciole. Il magliocco e i vini proposti da Antiche Vigne convincono e si congedano lasciando un piacevole ricordo anche al palato dei più scettici. Degustazione riuscita, serata piacevole, vini e cucina da annotare.

Gusto - Dolce di Ricotta

Rossana Novielli

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