Cantina Monsupello: il cuore dell’Oltrepò Pavese

 Cantina Monsupello: il cuore dell’Oltrepò Pavese

Monsupello 2

Il Podere La Borla della Cantina Monsupello

In Lombardia la lingua di terra  a forma di triangolo che si allunga oltre il fiume Po è caratterizzata da colline di origine tettonica, e lo studio delle rocce dimostra che nel passato c’era il mare. Il paesaggio è incantevole, varia ad ogni curva, tra una collina e l’altra  si alternano castelli, chiese, abbazie, borghi storici. L’altezza delle colline varia dai 300 ai 600 metri, e i loro fianchi sono fittamente solcati da filari di viti. In totale si contano sul territorio circa 4000 cantine.

La Cantina Monsupello, a Torricella Verzate, nel cuore dell’Oltrepo Pavese, è una delle aziende maggiormente rappresentative della zona. Con un’estensione di vigneti pari a 50 ettari,  coltivati per avere basse rese di uva ad ettaro,  la cantina presenta un ventaglio di vini che vanno dallo spumante al rosso invecchiato in barrique. L’attività è antica, risale al 1893, come ricordano alcune piastrelle in sala degustazione, quando la famiglia Boatti si dedicava all’attività vinicola  nel comune di Oliva Gessi. Nel 1914 i Boatti acquistarono, a pochi chilometri di distanza, il Podere La Borla, nel comune di Torricella Verzate, e lì costruirono la cantina, quella che – potenziata e aggiornata nel tempo – è rimasta la sede dell’attività. Fondatore dell’azienda è stato Carlo Boatti, che nel tempo proseguì nell’attività di acquisizione di aree e poderi adiacenti situati nei comuni vicini, fino a raggiungere l’estensione attuale. Scomparso Carlo, l’eredità è passata alla moglie Carla, ai figli Pierangelo e Laura, affiancati da un team di specialisti coordinati dall’enologo Marco Bertelegni. La filosofia dell’Azienda è il raggiungimento della qualità dei prodotti, non tanto la quantità delle uve per ettaro. I vitigni allevati sono molti, per la maggior parte autoctoni o tradizionali per la zona (pinot nero e grigio, barbera, croatina, merlot, moscato ecc.) ma anche Chardonnay, Riesling Renano e addirittura Müller Thurgau. L’eccezionale microclima e l’elevata esposizione dei vigneti al sole porta ad un risultato davvero importante. Infine viene utilizzato l’inerbimento dei vigneti per salvaguardare l’equilibrio ecologico, ed i parassitari utilizzati sono a basso impatto ambientale.

Il “Podere La Borlarosso del 2010 degustato, conquista al primo sorso. Il vino trae il nome  da una zona particolarmente vocata alla coltivazione della vite, tre ettari di superficie collocati nella parte alta delle colline circostanti l’azienda. E’ uno dei vini  storici, premiati con la “Douja d’or” nel 1975.

VITIGNI: 50% Barbera, 45% Croatina, 5% Pinot Nero

TECNICHE DI VINIFICAIONE: La vendemmia viene effettuata nella prima decade di ottobre. Dopo la fermentazione, il vino viene collocato per l’affinamento in contenitori di acciaio. Quindi subisce un breve passaggio in barriques di legno francese, e successivamente una leggera stabilizzazione a freddo per  essere filtrato ed imbottigliato.

TITOLO ALCOLOMETRICO: 14°

ANALISI SENSORIALE: Il vino ha un colore rosso rubino carico con riflessi granati. Ha un profumo intenso e composto di frutti rossi (ribes e fragola), inoltre sprigiona i sentori del passaggio in barrique che ricordano la vaniglia e le spezie. Ha un bouquet fine ed elegante, sapido e delicato, conferitogli dalle uve del Pinot Nero.

ABBINAMENTI: Ottimo se accostato a selvaggina  da piuma, come i fagiani; consigliato anche  con carne rossa o addirittura con formaggi stagionati.

TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16°-18°

Daniele Acconci

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