Cantine Aperte 2016, una degustazione in itinere in Capitanata

Cantine Aperte 2016, una degustazione in itinere in Capitanata

Si è appena conclusa la 24° edizione di Cantine Aperte, la Manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino che apre le porte alle degustazioni in cantina ad addetti e non del settore con un unico denominatore comune: la Passione per il Vino.

Italia si, ed anche Puglia, che in questi ultimi anni sta assistendo ad una indiscussa rivalutazione del territorio puntando su una produzione di qualità allontanandosi, quindi, da una produzione che fino ad alcuni decenni fa lasciava spazio a vini da taglio.

Ecco alcuni numeri:

54 le cantine aperte dislocate su tutte il territorio pugliese per un totale di oltre 45.000 winelovers. Un buon risultato che attesta un interesse crescente nei confronti di una realtà che, seppur apparentemente distante e difficile da comprendere, coinvolge e travolge in un crescendo di Emozioni e di voglia di Sapere.

Noi, per l’occasione, eravamo in Capitanata in una degustazione fra bollicine e rossi affinati.

Quando si parla di Capitanata e di bollicine non si può non fare il nome di D’Arapri’ (ci troviamo nel territorio di San Severo) e dei tre Amici (Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, le cui iniziali hanno, poi, dato vita al nome dell’Azienda!) che nel 1979 partendo da una doppia passione comune (quella per il Jazz e per il Vino!) hanno voluto precorrere i tempi… questa la loro idea: produrre bollicine da vitigni autoctoni pugliesi, in primis il Bombino Bianco che, grazie alla sua ottima freschezza, si prestava (e si presta tuttora) benissimo alla spumantizzazione.

E dobbiamo dire che hanno fatto centro!!!

Ottimo il loro Pas Dosé, prodotto, cioè, senza aggiunta di liqueur d’expedition, ragion per cui si identificano perfettamente i tratti caratteristici dei vitigni e del vino base. Ottenuto per il 60% da Bombino Bianco e per il restante 40% da Pinot Nero, ha un periodo di affinamento sui lieviti di minimo 30 mesi. Risulta molto elegante ed armonico, ideale da degustare (e gustare!) a tutto pasto ed in particolar modo con crostacei. Di gradevolissima freschezza!!!

Il Brut Rosé, ottenuto da Montepulciano e Pinot Nero e sottoposto ad un affinamento sui lieviti di minimo 24 mesi, stupisce sin dalla vista. Un delicatissimo rosa dai riflessi buccia di cipolla preannuncia un vino intenso al naso, dai sentori floreali e fruttati. Ideale in abbinamento con carne di pecora essiccata.

Occhio di riguardo merita, infine, la Gran Cuvée (ottenuta da Bombino Bianco, Pinot Nero e Montepulciano) che vede un affinamento sui lieviti di minimo 60 mesi. Un risultato sorprendente in complessità olfattiva, gusto olfattiva e persistenza. I riflessi dorati nel calice già fanno parlare di questo vino, un vino che dimostra carattere, dai sentori di albicocche e agrumi che ben si fondono con sentori di miele e tabacco grazie alla lunga permanenza sui lieviti. Connubio perfetto ed assolutamente armonico risulta quello con il formaggio stagionato.

Interessante realtà anche quella di Alberto Longo (Lucera), che vede, tuttavia, un orientamento differente che mira ad una produzione di una vasta gamma di tipologie di vino dalla Falanghina versione ferma e spumantizzata, Bombino Bianco, Negroamaro rosato  e rosso, Primitivo, Sirah, Nero di troia, Aglianico; l’affinamento dei rossi di maggior pregio avviene in botti di legno, tonneaux e barrique di primo, secondo e terzo passaggio.

A testimonianza di una tipologia di vini che nelle loro diversità presentano una freschezza comune sorprendente grazie ad un territorio caratterizzato da un clima fresco e ventilato, il Rosè della Quercia Extra Dry, ottenuto da Nero di troia in purezza spumantizzato con il metodo charmat lungo in autoclave, il Cacc’ e Mmitte Doc di Lucera (Doc riconosciuta nel 1976) ottenuto da Nero di Troia (55%), Montepulciano d’Abruzzo (30%) e Bombino Bianco (15%) e, con uno sguardo ai vini di taglio bordolese, il Calcara Vecchia, blend di Cabernet Franc e Merlot dai tipici sentori di peperone verde.

A completare, D’Alfonso Del Sordo (San Severo). In degustazione i Classici dell’Azienda: Posta Arignano – San Severo D.O.C. Bianco, ottenuto da Bombino Bianco, Trebbiano e Verdeca, Posta Arignano – San Severo D.O.C. Rosato, blend di Montepulciano e Sangiovese ed ,infine, Posta Arignano – San Severo D.O.C. Rosso, stesso uvaggio del rosato.

I vini in questione prendono il nome dall’antica masseria “Posta Arignano” (di proprietà della famiglia D’Alfonso, che sorge al centro della tenuta “Coppanetta”), masseria che rappresentava il luogo di sosta e di ristoro dei viandanti ai piedi del Gargano, in località “Arignano”.

Un ringraziamento particolare va al delegato Ais Taranto, Domenico Stanzione, per aver reso possibile una maggiore conoscenza del territorio pugliese.

Ecco alcuni scatti dellla giornata

 

 

2 thoughts on “Cantine Aperte 2016, una degustazione in itinere in Capitanata

  1. raffaele pace
    7 giugno 2016 at 21:09

    Ti faccio nuovamente i complimenti per questa bella descrizione di una giornata intensa trascorsa insieme ai soci ais. Spero che questa volta il mio commento sia visibile. Un caro saluto Simona, a presto.

    1. Simona Maggio
      15 giugno 2016 at 09:43

      In ritardo… ma l’abbiamo trovato… Grazie mille… sicuramente avremo modo di trascorrerne delle nuove…

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